L’emergenza Covid-19, ancora in corso, ha favorito l’utilizzo delle nuove tecnologie anche nel campo della formazione.

Molte aziende, che hanno arrestato la produzione durante il lockdown, hanno pensato di investire in formazione sia in un’ottica di riqualificazione del personale, sia per la necessità di completare dei processi accantonati a favore della produzione.

Nelle previsioni aziendali per il 2021, non è prevista la formazione in aula, almeno per 12 mesi, quindi per i motivi citati sopra, si è puntato decisamente sull’ e-learning che, dopo mesi di utilizzo, oltre ad essere risultato più conveniente dal punto di vista economico, si è dimostrato anche più efficace dal punto di vista dell’apprendimento.

La diffusione a tappeto del telelavoro e dello smart working ha modificato i fabbisogni aziendali dirottandoli su tutte quelle tematiche più attinenti alla resilienza, all’ utilizzo delle nuove tecnologie, alla costruzione di reti aziendali e al team building a distanza.

In quest’ottica, le cosiddette competenze trasversali ritornano ad essere fondamentali per il lavoro da remoto.

Oltretutto, lo sciame di attacchi informatici, subiti dalle reti aziendali nel corso del 2020, ha comportato un incremento notevole della rilevanza delle figure poste a controllo della privacy e della sicurezza informatica.

Per il 2021, si prevede un notevole aumento dell’apprendimento “nel flusso di lavoro”, poiché sempre più dirigenti comprendono l’importanza di integrare l’apprendimento nel lavoro quotidiano delle persone come mezzo per sviluppare abilità applicabili.

L’apprendimento nel flusso di lavoro è un concetto sviluppato da Bersin e si riferisce a una formazione accessibile nel momento del bisogno, erogata in moduli brevi, mirati e facilmente assimilabili dagli utenti.

In quest’ottica, il microlearning rivestirà un ruolo cruciale e sarà sempre più utilizzato come rinforzo nel percorso di apprendimento continuo.